ORTOPEDICI & SANITARI - APRILE 2011
Nella cura del piede diabetico un ruolo importante svolgono l’ortesi plantare e la calzatura; individuare il presidio più adatto è fondamentale per garantire i migliori risultati, prevenendo o ritardando l’aggravamento del quadro clinico e gli esiti infausti di questa patologia podalica.
Relazionarsi adeguatamente al paziente diabetico, adottare il giusto approccio psicologico al problema è un aspetto preliminare a volte trascurato ma di grande importanza per il successo della terapia e la buona compliance nei confronti dell’ortesi. «Il paziente affetto da piede diabetico è un soggetto da trattare con le dovute attenzioni e questo non solo per quanto riguarda la complessità della patologia (quindi da un lato meramente tecnico), bensì anche per ciò che concerne l’aspetto psicologico del problema», spiega Maurizio Raggi, tecnico ortopedico del Centro Sanitario di Collegno (TO), ortosanitaria specializzata nei problemi del piede.
«L’ulcerazione del piede può non essere stata accettata di buon grado e il paziente potrebbe non essere disposto a seguire la terapia ortesica, per esempio quando gli si prospetta di portare una calzatura curativa, magari aperta sul lato anteriore. Ecco che l’informazione diventa imprescindibile, il punto dal quale dovrebbe iniziare il rapporto con un nuovo paziente con piede diabetico.

Spiegare l’intervento ortopedico e giustificare l’importanza dell’ortesi plantare e della calzatura che dovrà accompagnarla al fine del buon esito della terapia può aiutare ad allentare quelle resistenze che il paziente oppone spesso per motivi estetici......
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