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  1  PROGETTO ORTESICO - Scelta dei Materiali
 La scelta dei materiali deve rispondere alle esigenze del soggetto esaminato. Quindi, aspetti quali, l’ambito di
 lavoro, peso dell’individuo, calzature utilizzate, problematica riscontrata e quant’altro serva per avvicinarci alla
 migliore soluzione ortesica.
     
La scelta dei materiali deve rispondere alle esigenze del soggetto esaminato. Quindi aspetti quali l’ambito di lavoro, peso dell’individuo, calzature utilizzate, problematica riscontrata e quant’altro serva per avvicinarci alla migliore soluzione ortesica devono essere attentamente valutate.

Conoscere a fondo le caratteristiche dei materiali rappresenta un altro elemento di grande importanza:
 
  • Densità Kg/m3;
• Durezza Shore;
• Spessori;
• Superficie M2;
• Posizione del materiale nel Plantare;
• Frizione;
• Flessibilità;
• Ritorno elastico;
• Durata di vita;
• Tollerabilità/Allergie;
• Abbinamenti tra più strati.
 
I materiali di uso comune per uso ortesico si distinguono principalmente in :

EVA: Etilene Vinil Acetato
è una plastica copolimerica (etilene + acetato di vinile). Nell’utilizzo Ortesico rappresentano senza dubbio i materiali più conosciuti ed utilizzati.

Polietilene espanso.
In apparenza e simili fabbricazione di EVA, queste schiume sono più sensibili allo sfregamento, ma più resistenti a superare la loro soglia di calore. La loro densità e durezza possono essere molto diverse.

Schiume di poliuretano.
Si trovano in forma di miscela resina liquida. Ci sono già venduti in poliuretano espanso, termoformato o meno.

Resine.
Le resine poliestere più comunemente utilizzati sono interfacciati a varie fibre (cotone, nylon o altri derivati di fibre sintetiche ...).
La loro qualità dipende dalla loro temperatura di fusione e ha aggiunto di cemento il loro contenuto. Si noti che questo materiale è molto difficile in quanto calibrata "Shore A" a circa 96-98. Si ricordano principalmente fibre di carbonio o di Kevlar.

Vediamo alcune delle caratteristiche di questi materiali:

La durezza (shore A):
Questa è la "fermezza" del materiale. Lo standard utilizzato per podologia è lo standard "A. Per fare un’esempio dobbiamo sapere che l’acciaio è valutato a 100 e le resine in poliestere che usiamo di frequente sono calibrati tra il 96 e 98. A seconda dello shore i materiali utilizzati trovano una diversa applicazione in aree differenti. Le resine per esempio, non è consigliabile utilizzarle sotto l'avampiede e 'meglio concentrarsi su materiali con una durezza inferiore.

Densità (Kg/m3).
È il peso di un metro cubo di materiale. Questo è molto utile per giudicare la qualità delle schiume. Più schiuma è densa e più a lungo può sostare sotto il peso del paziente. La qualità chimica dei materiali influenza anche il loro comportamento meccanico. Nella maggior parte dei casi, la maggiore densità varia anche in durezza. La densità gioca un ruolo importante nella resistenza di un materiale.

Ritorno Elastico:
E’ la capacità di un materiale di ritornare nella sua forma originale dopo essere stato sottoposta ad una forza.

Ammortizzamento.
In ambito podologico possiamo definire l’ammortizzamento come la capacità di un materiale di assorbire una grande quantità di energia cinetica del piede. In determinate circostanze è necessario adottare materiali con queste caratteristiche per gestire aree molto infiammate o ulcerate.

Visco-elasticità :
In podologia, rappresenta la capacità di un materiale di trasformare l’applicazione di una forza verticale in una forza di taglio, per poi tornare alla sua forma originale.
Questi sono generalmente costituite da materiali di colata, silicone, neoprene sono materiali visco-elastici.

La temperatura minima e massima di fusione.
Durante il riscaldamento di un materiale è indispensabile rispettare le sue qualità meccaniche. Troppo calore indurisce il materiale, poco calore non garantisce la conformazione ottimale del calco.

Il momento ideale di fusione:
Quanto Importante è la temperatura, anche il tempo di riscaldamento deve essere rispettato.
 Al di fuori indicazione specifiche dei cataloghi, molta pratica ed esperienze sono preziose per garantire un risultato ottimale.

Scivolosità:
E’ il coefficiente di aderenza. La scivolosità di un materiale può essere valutata semplicemente strofinando indice e pollice sul materiale. Il materiale di contatto con la il piede deve trovare, nella maggior parte dei casi da un buon grip di aderenza (ad esempio i materiali in EVA).


Un’approfondita conoscenza delle materie prime utilizzate ci permette di realizzare costruzioni ottimizzando al meglio un rapporto tra spessori del plantare e problematica riscontrata.

E’ bene, a tal proposito sottolineare che difficilmente un plantare ben concepito può essere introdotto in tutte le comuni calzature !!!

Sarà necessario cioè adattare il plantare all’interno di calzature provviste di una soletta fisiologica che in seguito alla realizzazione del plantare verrà rimossa per lasciare posto all’ortesi su misura.